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Come reaggiungere Vinchiaturo

 

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La storia

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Periodo pre-romano e romano

Tracce di insediamenti agricoli e pastorali sono i ruderi di mura in contrada Monteverde e Casarene forse ripari per greggi.
Del periodo romano sono testimonianze un

a lapide con epitaffio funebre in contrada Macine con la seguente iscrizione "DIS MANIIBUS TUCCIAEC LLIPILLAE LIVINIUS FL POLITICUD CONIUGI: SANTICTISSIMI ET LIVINI POLITICUS ET EVIETHUS DLTLCISSIMAE MATRI" e in contrada Sterparelle dove ci sono una stele funeraria monolitica con un bassorilievo rappresentante uno specchio femminile e un muraglione con blocchi megalitici ove in un angolo è rappresentato in bassorilievo un simbolo fallico propiziatorio. Altre vestigia romane sono presenti sul territorio e in località Santa Maria a Monte a Monteverde dove ci sono resti di colonne corinzie capitelli e un torso togato che testimoniano in tale sito l'esistenza di un tempio pagano dedicato a Venere Ericina.


Periodo Medievale


Nel periodo longobardo (650-1050) il territorio era annesso alla Contea di Boiano. Nel Xl secolo Ugo Dl MOLISIO, conte di Boiano dotò la cattedrale di tale città de! Feudo di San Pietro in agro di Vinchiaturo, mentre la rimanenza dell'agro era sul feudo dell'abbazia benedettina di Monteverde.
Tale abbazia era un cenobio benedettino raggiunse lo splendore nel XII secolo aggregando a se una gran parte di territori di Vinchiaturo, Mirabello, Ferrazzano sempre nella contea di Boiano.
La data di nascita come feudo si fa risalire al 1449 anno in cui Alfonso d'Aragona lo concesse ai fratelli Sanfromonte estrapolandolo dal feudo dei Monfort (Monforte) in tale epoca fu costruito il castello dimora del feudatario e il Borgo sottostante. La signoria del luogo passò poi ai Pignatelli, ai de Ratio ed ai Senesgallo di Capua, nel 1550 quest'ultimi per 5200 ducati la vendettero al Marchese napoletano Federico Longo.


Periodo dei Longo


Dopo il periodo Aragonese in cui le assegnazioni feudali venivano fatte dai sovrani sopravvenne il periodo del Viceregno spagnolo (1501-1700) durante il quale le signorie furono acquistate da privati.
Il figlio di Federico Longo Giavannandrea, vendette la signoria di Vinchiaturo al proprietario terriero di Boiano Nicola de Sano con patto di retrovendendo, di cui usufruì Federico Longo nipote del primo sul finire del 1500 e che si vuole sia l'artefice del convento francescano di Santa Lucia per assolvere ad un voto muliebre. La presenza di tale edificio fece sì che intorno ad esso in tre file si eressero le prime abitazioni più in basso la casa dei nobili Pecci ancora oggi visibile di proprietà dei Damiano.
A Federico Longo successe nel 1621,Camillo ricordato come un don Rodrigo per il suo carattere arrogante si dice che si arrogasse anche lo "ius primae noctis" per cui pare fosse stato ucciso a seguito di una sommossa popolare nel 1646. A Camillo successe ancora un Federico e poi un altro Federico nipote del precedente di cui si hanno notizie intorno al 1750.



Periodo contemporaneo

Dopo la legge sull'eversione della Feudalità promulgata da Giuseppe Bonaparte il 2.8.1806 e realizzata negli anni successivi dai governi murattiani (Giuseppe Zurlo ) per essa e per l'alienazione a privati anche di beni appartenuti al clero e fra questi nel 1806 anche il convento francescano di S.Lucia si costituirono le proprietà dei Pecci, Iannotti, Mazzarotti, Saracco Pistilli, Primiani e Iacampo che acquistarono il palazzo della Famiglia Longo a tutt'oggi di loro proprietà e tutti i possedimenti ad esso annessi.


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